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Chi è NONAME? la giovane ex rapper e leader delle proteste

Articolo di Redazione

18.06.2020

Mai come oggi, il mondo si è accorto di lei… primo perché è tra i fondatori del #8toAbolition, il piano per togliere i fondi alla polizia e re-investirli nelle scuole e nelle comunità e, secondo, perchè parrebbe essere citata nel nuovo singolo a sorpresa di J.Cole Snow On Tha Bluff“.

Noname, pseudonimo di Fatimah Nyeema Warner (nata a settembre del 1991) è cresciuta nel quartiere Bronzeville a Chicago e, fino agli anni della scuola media, ha convissuto assieme ai nonni. Influenzata dal blues e dai libri della mamma ha cominciato a scrivere poesie e ad appassionarsi alla slam poetry.
Infatti, in alcune interviste, individua nell’autrice Toni Morrison (premio nobel per la letteratura del 1993) e nella poetessa Patricia Smith le sue più grandi influenze, entrambe afroamericane e attiviste per i diritti della comunità black.

Quando è cresciuta ha seguito il progetto YOUMedia della Harold Washington Library uno dei tanti progetti per i giovani artisti che, nella Chicago violenta dei primi 2010, si cercava di tutelare. È proprio durante uno di questi incontri che fa la conoscenza di Chance The Rapper.
Una conoscenza approfondita con la collaborazione al secondo mixtape di Chance The Rapper: Acid Rap, del 2013 cantando il coro e una strofa della canzone “Lost”.
Il 2014 è un anno importante per noname perché iniziano le collaborazioni con Mick Jenkins, nel suo mixtape The Waters e Kirk Knight. Poi nel 2016, prende parte a Coloring Book, il terzo mixtape di Chance the Rapper, cantando una strofa in “Finish Line/Drown” e il loro sodalizio è così profondo e genuino da spingere Chance a farla partecipare al Saturday Night Live di dicembre dello stesso anno.

Noname ha pubblicato il suo primo mixtape, Telefone, proprio nel 2016. Ma a luglio.

Un mixtape eccezionale in cui il concept si concentra sull’idea di costruire canzoni simili a conversazioni telefoniche tra amici.
Qua cominciano a nascere le tematiche più frequenti toccate dai suoi dischi: le difficoltà delle donne afroamericane e la vita a Chicago. Tra l’altro lo trovate gratuitamente su Bandcamp .

Nell’agosto del 2018 esce con il suo primo vero album chiamato ROOM 25, un disco che – per sua stessa ammissione – è stato pubblicato ”perché non aveva ‘’abbastanza soldi per pagare l’affitto. L’alternativa sarebbe stata fare un altro tour del disco precedente ma mi avevano stancato quelle canzoni’’.

Purtroppo nel 2019 ha annunciato di volersi ritirare dalla musica a causa delle piccola percentuale di afroamericani che costituivano il suo pubblico. Ma adesso speriamo che, anche grazie all’essere diventata una delle leader delle proteste di queste settimane, possa aumentare il pubblico degli afroamericani che la seguono e che ritorni a fare musica.

 

A nostro parere ci stiamo perdendo un grande talento e gli album pubblicati lo dimostrano…Noname è l’ennesima dimostrazione di quanto l’hip hop sia legato, e si presti ancora, ad essere fucina di giovani leader, lontani dal tipico pop fatto di canzonette ”per non pensare”.

Che si stia  avvicinando un’era diversa per l’hip-hop?

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