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Freeze Corleone, è un rapper nazista?

Articolo di Redazione

27.12.2020

Notizia di questi giorni è l’annuncio del rapper SCH di una nuova traccia insieme a un certo Freeze Corleone. SCH è uno dei rapper più famosi in Francia e, giustamente, la scelta è ricaduta sul rapper Corleone perchè è altresì famoso nel paese della Tour Eiffel tanto da aver ricevuto il disco di platino per il suo ultimo album ”La Menace Fantôme”, che come si legge in alcuni articoli di settembre di quest’anno, è stata ” senza dubbio una delle uscite più attese dell’autunno per i fan del rap francese”.

Freeze Corleone, ha trovato la ricetta del suo successo offrendo ai suoi fan un rap sempre più cupo, con lo sfondo di teorie del complotto e numerosi riferimenti agli sport americani e ai casi giudiziari noti e sconosciuti. Forte di questo successo, il co-fondatore del collettivo League of Shadows, noto anche come 667, ha promosso il suo progetto con il singolo Desiigner all’interno del prestigioso studio tedesco Color per il format youtube ”A Colors Show”.

E se alcuni rivenditori, come Fnac, hanno scelto di annullare tutti i preordini di Phantom Menace, senza che ne venga data alcuna motivazione, la mania ”Freeze Corleone” ha avuto un successo strepitoso tra i giovanissimi francesi e non…

ZIO ADOLF A CORLEONE

Come descritto dal Progetto Dreyfus (un’associazione no-profit italiana che si batte contro l’antisemitismo, il fondamentalismo e ogni tipo di discriminazione): ”Oggi constatiamo, per l’ennesima volta, che la Shoah stessa e il popolo ebraico siano stati messi alla berlina. Il protagonista è Freeze Corleone, famoso rapper francese che nei sui testi ha scritto frasi aberranti. Come quella in cui recita “Arrivo determinato come Adolf negli anni Trenta” e “Tutti i giorni Raf (acronimo di ‘Rien à foutre’, equivalente di ‘Me ne frego’) della Shoah”. Ovviamente non poteva mancare un altro cavallo di battaglia antisemita, quello che si riferisce ai soldi posseduti dagli ebrei: “Come banchieri svizzeri, tutto per la famiglia, affinché i miei figli vivano di rendita come gli ebrei”.

Nato nella banlieue di Lilas, nord di Parigi, nel 1992 da padre senegalese e madre italiana, Freeze Corleone ha un appeal veramente fenomenale sul mercato dei giovanissimi francesi. Il suo album è stato certificato platino ed è uscito a settembre per Universal Music Group, se non che nello stesso mese – subito dopo l’uscita del disco – l’artista è stato abbandonato dalla major che ha motivato così la sua scelta “l’uscita dell’album ha rivelato e amplificato dichiarazioni razziste inaccettabili”.

Freeze Corleone, negli ultimi tempi, avrebbe anche negat0 l’Olocausto. E se addirittura Universal ha preso le distanze, non l’ha fatto invece Spotify che ha rifiutato di rimuovere il rapper dai suoi cataloghi, nonostante le decine di richieste da parte di utenti che sono preoccupati per la possibile influenza sugli ascoltatori delle sue parole.

In particolare Paul Resnikoff, cronista per DigitalMusicNEws, riporta una breve conversazione con l’addetto Spotify tale Jhon (S):

Spotify (John S.): Mi risulta che tu abbia qualche dubbio sul contenuto di una canzone. Lo esaminerò per te.

Abbonato: per favore. Non inciderebbe sulle dimensioni di Spotify, ma è terribilmente odioso e purtroppo influente per molti.

Spotify: ho capito da dove vieni. Posso chiederti se ti riferisci a un brano specifico o a una playlist?

Abbonato: Beh, non è una canzone in particolare. È ben distribuito attraverso tutti i contenuti. Se ascolti qualcuno [sono] sicuro che troverai qualcosa.

Spotify: capito!

Abbonato: ci sono articoli online che ne parlano. “Testo antisemita Freeze Corleone”. Sai.

[piccolo ritardo]

Spotify: rendiamo disponibile la musica così come l’artista vuole che sia ascoltata e questo a volte include contenuti espliciti. In base alle informazioni fornite, contrassegniamo le versioni esplicite con EXPLICIT o E.

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E come precisa l’autore dell’articolo sopracitato ”dalla prima volta che abbiamo sollevato questo problema, non siamo stati in grado di ottenere alcuna risposta da Spotify. Anche altri sono stati ignorati, inclusi gruppi di difesa ebraica come il Simon Wiesenthal Center. Nonostante una lettera aperta che implorasse il CEO di Spotify Daniel Ek di affrontare questo problema, il gruppo ha detto a DMN che non hanno ancora ricevuto alcuna risposta.

Il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif), Francis Kalifat, ha denunciato i testi di Corleone come a “carattere antisemita e complottista, in cui viene fatta l’apologia del terrorismo e del nazismo”e anche una cinquantina di deputati del partito maggioritario di Emmanuel Macron si sono detti “profondamente scioccati per le parole assolutamente odiose, antisemite e negazioniste” e hanno invocato sanzioni, su cui si è trovata d’accordo anche la destra repubblicana.

Eppure, Freeze Corleone continua a macinare numeri elevatissimi…

IL MONDO DIETRO ALLE ACCUSE

I ragazzi che difendono il rapper, invece, dicono che utilizzi questo tipo di vocabolario solo per destare scalpore, difendono lo stile di Corleone che è, sì eccessivo, ma non razzista e la libertà di espressione del suo autore. Uno dei suoi ascoltatori, il fondatore della pagina instagram @ilrapfrancese, ci ha detto ”soltanto personalità socialmente accettate e integrate in Francia possono permettersi di fare dell’ironia su un certo tipo di questioni.  Zemmour, Charlie Hebdo e Sarkozy, infatti, si scagliano ogni giorno contro minoranze etniche, contro l’immigrazione e i giovani immigrati ma nessuno si è mai sognato di attaccarli in tribunale.

Sembra che molti ascoltatori invece condividano una precisazione sul rapper che non sarebbe ”contro gli ebrei ma solo contro gli ebrei sionisti. Una differenza che proviamo a spiegare…

Il movimento sionista, nato alla fine del XIX secolo tra gli ebrei residenti in Europa, è diventato veramente importante solo dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948. Da questa data il sionismo si è trasformato in movimento di sostegno internazionale alla costituzione di tale Stato, oltre a continuare il tradizionale aiuto all’immigrazione in Israele (aliyah). Oggigiorno, il termine “sionista” viene applicato a varie fazioni politiche israeliane, sia di sinistra che di destra, le quali hanno in comune il sostegno dello stato d’Israele come entità ebraica.

Secondo Wikipedia ”Durante gli anni sessanta buona parte dei movimenti di liberazione nazionale del Terzo Mondo identificarono il sionismo con una forma di colonialismo. Il sostegno degli Stati Uniti ad Israele, sempre più forte dopo la guerra dei sei giorni, rinforzò questa tesi. Anche l’Unione Sovietica, dopo l’appoggio iniziale dato ad Israele, si schierò a favore dei paesi arabi e condannò la politica di Israele e le sue basi costitutive ”.

Addirittura le Nazioni Unite, in una risoluzione del 1975 equipararono il sionismo al razzismo, ma la risoluzione fu poi ritirata nel 1991 come condizione da parte di Israele per partecipare alla Conferenza di Madrid.

A prescindere da quello che pensano i fan di Freeze Corleone l’antisemitismo è un vero problema in Francia, ne è una dimostrazione – per esempio – l’episodio avvenuto durante Miss Francia 2021.

Durante il concorso di bellezza April Benayoun, seconda classificata dietro Amandine Petit, è stata pesantemente insultata a causa delle sue origini ( mamma serbo-croata e papà italo-israeliano) sarebbe bastato l’aggettivo israeliano a scatenare, senza mezzi termini, veri e propri attacchi antisemiti su twitter: “Rimpiangerai di essere viva”, “zio Hitler si è dimenticato di sterminarti” ma la bella reginetta della Provenza ha risposto “È davvero triste che si verifichino certi comportamenti nel 2020, li condanno ma non mi sento minimamente toccata”. La procura di Parigi ha aperto, lunedì 21 dicembre, un’indagine per “insulti razzisti e istigazione all’odio razziale” a cui hanno fatto eco anche le dichiarazioni e le azioni di diversi esponenti politici come Marlène Schiappa che sul set di BFM-TV, ha esortato Twitter ad “assumersi la responsabilità dell’odio fuori controllo”, aggiungendo che “non è accettabile che alcuni di questi Tweet siano ancora online”.

Resta comunque il fatto che un rapper come SCH lo abbia voluto su Jvlivs II, il suo prossimo progetto che avrà una risonanza mondiale, e questo dovrebbe far pensare che forse la percezione dei suoi colleghi non sia poi così negativa come la considerano le istituzioni. Forse andrebbe approfondita la sua posizione… ”Art For Art’s sake” per citare Oscar Wilde oppure, e questo sarebbe decisamente più preoccupante, in Francia fra i giovanissimi c’è una vera e propria epidemia di neonazismo.

 

 

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