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Polli fritti, viaggio nell’assurdo mondo del gangsta rap demenziale

Articolo di Rakno

26.02.2021

Da quando è uscito “Polka”, lo scorso 6 marzo su tutte le piattaforme digitali, ne è passato di tempo. Due lockdown, diverse riaperture, la variante inglese, quella brasiliana e infine l’annuncio del vaccino. Le brutte notizie dal mondo della musica sembrano aver fermato gli artisti più famosi (considerando le esternazioni di Salmo e Shade, i quali hanno dichiarato che non faranno più uscire musica finchè non ripartiranno i live) ma sicuramente non ha fermato la fame degli artisti più piccoli, che forse proprio grazie a questo ”vuoto musicale” contemporane, canalizzano l’attenzione del pubblico affamato di rap.

“Polka” prodotto da Greg Willen, era un brano che non passava assolutamente inosservato. In due giorni aveva già raggiunto oltre 500K condivisioni su Tik Tok, e oltre 120K su Spotify. Il video diretto da Luca la Piana, rappresenta a pieno il mood del brano che si discosta dalla massa per originalità provocatoria (e sopratutto per i rimandi ”balcanici”).

A distanza di quasi un anno da Polka esce ”Britney 😉” in collaborazione con Mambolosco e Radical e la solfa non cambia. I suoni sono tipicamente trap (con diversi e approfonditi remind alla DrillLazza non ce ne volere – ) e i tre artisti riescono a dare una sensazione ”punk” che da un forte scossone alle nuove uscite di questo periodo. E se dopo 3 o 4 ascolti il pezzo resta un tipico pezzo trap, a un primo assaggio il gusto che lascia in bocca è del tutto diverso…
Saranno le location e le atmosfere surreali confezionate da Luca La Piana e Riccardo Cagnotto a dargli quel gusto di assurdità, oppure l’approccio alla musica e alla scrittura ”demenziale” di Rosa Chemical, chissà. Fatto sta che il brano risulta un buon brano. Una serie di richiami a Breaking Bad e a Britney Spears  non fanno che rendere il tutto ancora più assurdo (sul serio qual è il nesso?? XD ). Ma si sa che le domande sono come le ciliege: una tira l’altra (per questo non bisogna mai porsene troppe insieme!).
Per fortuna il mio lavoro da giornalista mi permette anche di trovare delle risposte piuttosto chiarificatrici.

La prima cosa che ho fatto è stata contattare il mio amico Luca La Piana (ormai siamo amiconi da quando abbiamo girato un video rap insieme ai Musei Reali di Torino). Ovviamente mi sono ritrovato a fargli anche delle domande a cui forse soltanto Rosa ha il diritto di rispondere, ma tant’è…questi sono alcuni degli estratti presi dalla nostra ”conversazione” sul video di ”Britney :-)”.
In ordine sparso.
Qual è il filo conduttore tra Breaking Bad e Britney Spears? Devo essere sincero non l’ho colto (certamente per mia estrema ign0ranza del pop anni ’90)!
Lo script del video è stato rivisto più volte per via del periodo incasinato che stiamo vivendo e per una serie di problematiche che non ci hanno consentito di poter mettere in scena determinate situazioni, quindi a fronte di diverse rivisitazioni abbiamo deciso alla fine di adattare questo script mood Breaking bad per collegarci concettualmente a Rosa. Negli anni ha spesso riportato il concetto di “chimica” nei suoi testi (il riferimento lo si trova anche nel suo nome) come se la sua arte fosse una scienza esatta.

Il vero filo conduttore in realtà è “Toxic” il brano di Britney Spears, che abbiamo rivisitato in chiave trap, con un concept un po diverso rispetto a quello del video originale di Britney, dove lei performa prima su un aereo poi in un laboratorio chimico e cosi via.
 Il succo era far creare ai tre artisti il “siero dello swag” all’interno di un laboratorio, dove Rosa è responsabile del controllo, Mambo porta l’ingrediente X insieme alla sua banda di chimici e Radical, infine, raffina il prodotto. Il tutto però finisce con un esplosione di nube tossica e un ladro, che inizialmente vediamo apparire come operaio ruba il siero, rovinando cosi il piano iniziale.
”L’obiettivo ultimo della carriera e del percorso di Rosa Chemical è quello  di ispirare un cambiamento generazionale attraverso la musica e l’estetica.”
– dal comunicato stampa di Rosa Chemical
Qual è il messaggio dietro l’immaginario? Mi spiego meglio…si nota una certa passione per il surrealismo (al limite con la demenzialità) vera e propria cifra stilistica del moodbook di Rosa Chemical. Ma perchè? è una presa di distanza dalla scena o qualcosa del genere?
Personalmente credo che l’intrattenimento sia alla base di un buon progetto musicale, videografico, fotografico, artistico in generale, e ognuno lo fa a modo suo.
L’idea di base è che noi siam fatti cosi, non ci inventiamo niente ne cerchiamo di fare cose che non ci appartengono. Siamo spiritosi e ci piace scherzare e spesso facciamo anche dell’autoironia.
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Il rap è sempre stato machista (e la deriva gangsta ne è la prova provata) allora perchè questa unione tra il viaggio del bad boy e l’androginia?
Rosa per noi oltre a essere un amico e un rapper ed è anche un icona di stile. Motivo per il quale spesso lo trattiamo come un fashion icon o un modello e ci piace molto approfondire questo concetto su di lui…conformemente con le sue idee. Il gangsta rap alla fine in Italia cos’è? Nessuno ne ha una definizione precisa. Semplicemente, Rosa, ha unito il suo passato da ragazzo di periferia con un futuro migliore. Ripulendosi da certe situazioni che avrebbero potuto bloccare il suo percorso artistico. Sostanzialmente la decisione da parte sua, io credo, sia stata mantenere certi concetti che vivono nella strada e portarseli dietro nel suo percorso di trasformazione artistica. Per rendersi appetibile a un pubblico più vasto.
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