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“Solo tutto” è il definitivo salto di qualità di Massimo Pericolo

Articolo di Andrea Delcuratolo dal laboratorio di @Zai.net

30.03.2020

”L’hai appesa alla parete da quando anche la tele è più bella da vedere che da vedere”. È questa una delle citazione più significative tratte da “Solo Tutto”, l’ultimo lavoro di Massimo Pericolo, al secolo Alessandro Vanetti. L’album è uscito quasi due anni dopo la pubblicazione di Scialla Semper il disco che lo fece conoscere all’intera scena nazionale.

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In due anni il mondo è cambiato radicalmente per Alessandro, passato dall’essere un semi-sconosciuto a collaborare con artisti del calibro di Marracash (nella canzone Appartengo – Il Sangue), Mahmood (Moonlight Popolare) e Tedua (La Story Infinita). Ma quei 2 anni (come cantava in 7 Miliardi, la prima vera canzone a spopolare), tra 4 mesi in carcere e i 14 ai domiciliari, rimangono nell’aria, nei discorsi e nelle rime, anche se non sono più il leit motiv del suo nuovo – importante – secondo album, Solo tutto.

Il nuovo disco

Uscito il 26 marzo, con la produzione di Phra (Crookers), racchiude in sé ancora tutto il mondo poetico di Massimo Pericolo. Nudo e crudo, a volte disturbante. Senza alcun filtro, come Massimo ci ha abituati. “Quanto è difficile scrivere il secondo disco, soprattutto se con il primo diventi ricco” dice in Casa Nuova.


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Ma l’artista ha ancora l’esigenza di aprire il cassetto delle sue memorie e comporre. Dalle sue memorie esce tutto: la fama, il rapporto con la provincia (Massimo ha quasi sempre vissuto a Brebbia, in provincia di Varese), la depressione che l’ha colpito, l’amore, il successo trovato e il legame con la strada. Tutti questi temi sono toccati trasversalmente nel disco.


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I pezzi sono un susseguirsi di scene di vita urbana sceneggiate divinamente – perché vere – e di frasi da scolpire sui sassi, di voglia di non capire e non accettare, autoanalisi feroce e senza redenzione. Ci dicono che, come la Luna, tutto quanto ha un lato oscuro, e farci i conti è giusto per tutti e inevitabile per alcuni. Perché spesso coloro che tutti considerano come sbagliati sono gli unici sinceri e corretti dinnanzi a sé.

Salto di qualità

“Casa nuova”, “Debiti”, “Air Force”, “Bugie”, “Brebbia 2012”: tutti pezzi strazianti, bellissimi. Il successo degli ultimi due anni non ne intacca la credibilità. E il finale di “Fumo” – come già aveva mostrato il video di “Polo Nord”, che pare richiamare come immaginario – lascia presagire la possibilità per Massimo Pericolo di compiere senza traumi un ulteriore salto di qualità, il racconto di storie e di mondi e non solo dei propri demoni.

Massimo fa esattamente questo. Letteratura di altissimo livello, quella che quando chiudi l’ultima pagina oppure si esaurisce la traccia finale, ti lascia addosso malessere vero, disturbi, interrogativi e la certezza di aver donato del tempo a uno che se lo meritava tutto.

 

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